La testa piatta è una condizione che ha attirato crescente attenzione tra genitori e pediatri negli ultimi anni. Nota anche come plagiocefalia, si verifica quando la forma del cranio si deforma a causa di pressioni prolungate su un lato della testa. In questo articolo approfondire insieme questa condizione, offrendo ai genitori una guida completa per comprenderne le cause ma soprattutto come prevenirla e trattarla.
Cos’è la testa piatta e quali sono le sue cause?
Definizione di testa piatta e plagiocefalia
La testa piatta nel neonato, conosciuta anche come plagiocefalia posizionale, è una deformazione del cranio del bambino che assume una forma piatta, generalmente nella parte posteriore (occipitale) e/o laterale della testa (temporo-parietale).
Questo fenomeno si verifica più frequentemente nei primi 3 o 4 mesi di vita, poiché le ossa del cranio sono ancora morbide e malleabili.
La plagiocefalia può presentarsi in diverse forme, ma è comunemente caratterizzata da un’asimmetria che può includere un lato più piatto rispetto all’altro e un’irregolarità nella linea della mascella.
Cause della plagiocefalia nei neonati
Le cause della plagiocefalia nei neonati possono variare ma in molti casi sono legate al mantenimento prolungato della posizione supina in cui i bambini vengono posti per dormire o per non restare in braccio.
Questa posizione è raccomandata dagli anni ’90 per ridurre il rischio di morte improvvisa in culla (SIDS) ma, proprio da quel momento, i casi di asimmetrie craniche sono aumentati.
In alcuni casi, questa condizione può formarsi già durante la gravidanza in seguito a particolari posizionamenti del feto (es. nelle gravidanze gemellari) o durante il parto, conseguentemente alla grandi forze a cui le ossa craniche sono sottoposte.
Altre cause possono includere il torcicollo miogeno, una condizione in cui il collo del neonato è rigido e impedisce una rotazione adeguata della testa. Quando il bambino ha spesso la testa ruotata dallo stesso lato, la forma può risentirne. Si parla in questo caso di plagiocefalia posizionale secondaria, in quanto la sua risoluzione sarà strettamente collegata al trattamento del torcicollo.
Inoltre, fattori come la prematurità e il basso tono muscolare possono predisporre i neonati a sviluppare questa condizione.
Identificare la testa piatta: segni e sintomi
Identificare precocemente la plagiocefalia è fondamentale per intervenire prima che la condizione diventi un problema serio.
I segni e sintomi più comuni includono una evidente asimmetria della testa, con una parte posteriore della testa piatta e un lato laterale della testa che appare più pronunciato. Nei casi più marcati, si possono osservare anche un lato della fronte più pronunciato, una deviazione della mandibola e un’orbita nettamente più piccola dell’altra.
I genitori possono notare che il bambino tende a girare la testa sempre dallo stesso lato, evitando di ruotarla in direzioni diverse o osservando un “effetto molla” quando prova a ruotarla.
Se si osservano questi sintomi è fondamentale parlarne con il pediatra di riferimento o con un osteopata pediatrico, figura specializzata nella terapia della plagiocefalia.
Pensi che tuo figlio abbia la testa piatta?
Plagiocefalia vs craniostenosi
Deformazioni craniche importanti possono nascondere una craniostenosi. Differentemente dalla plagiocefalia posizionale, la craniostenosi è una condizione più rara ma più grave in cui una o più suture craniche si ossificano precocemente.
L’ossificazione di una sutura non solo porta a una deformazione di natura estetica ma soprattutto a conseguenze neurologiche potenzialmente mortali come l’idrocefalo, ovvero un aumento della pressione intracranica.
La stenosi è una condizione che richiede una diagnosi ecografica e il cui trattamento è chirurgico.
Quando la plagiocefalia persiste nel tempo
La plagiocefalia può diventare un problema serio se persiste nel tempo. Durante il primo anno di vita, la testa del bambino continua a svilupparsi e cambiamenti significativi avvengono rapidamente. Se la deformazione cranica non viene trattata possono manifestarsi conseguenze a lungo termine, non solo a livello estetico.
A livello funzionale, l’asimmetria del volto può associarsi ad alterazioni nello sviluppo orale, come malocclusioni; se associata a torcicollo non trattato, la preferenza di lato rotazionale del capo potrebbe portare a sviluppare un cosìdetto “occhio pigro”.
È quindi fondamentale monitorare attentamente la forma della testa del neonato e cercare aiuto specialistico se i segni di plagiocefalia persistono oltre i primi mesi di vita.
Come prevenire la testa piatta nel neonato?
Prevenire la plagiocefalia posizionale è fondamentale e può essere realizzato attraverso una serie di strategie pratiche.
Cambio di posizione e tummy time
Innanzitutto, è importante fare attenzione al tempo passato in posizione supina durante la giornata.
La posizione supina è fondamentale per la sicurezza del neonato durante il sonno, poiché riduce il rischio di morte improvvisa. Tuttavia, è essenziale bilanciare questa raccomandazione con la necessità di prevenire la plagiocefalia posizionale.
Per prima cosa, fin dai primi giorni di vita è importante passare del tempo a pancia in giù, il famoso “tummy time”. Inizialmente si potrà fare sul petto di mamma e papà e per brevi momenti sul fasciatoio, successivamente si passerà sul tappetone. Questo non solo aiuta a rafforzare i muscoli del collo, ma riduce anche la pressione sulla parte posteriore della testa.
Inoltre, i genitori dovrebbero ruotare frequentemente la posizione del bambino durante il sonno, per evitare che la testa rimanga sempre nella stessa posizione.
Queste variazioni non solo aiutano a prevenire la plagiocefalia, ma promuovono anche lo sviluppo muscolare e motorio del bambino. Inoltre, è utile incoraggiare il neonato a guardare in direzioni diverse, posizionando giocattoli o altri stimoli visivi da entrambi i lati, in modo da incoraggiare una rotazione naturale della testa.
Utilizzare il babywearing
Abbiamo detto che la variazione delle posizioni durante il giorno è cruciale per prevenire la testa piatta nel neonato.
L’utilizzo prolungato di dispositivi come la sdraietta e l’ovetto favoriscono lo sviluppo della testa piatta, sia perché hanno una superficie rigida che aumenta la pressione sulle ossa della testa che perché ne limitano i movimenti.
Durante le ore di veglia e di sonno della giornata, per cambiare la posizione del neonato è consigliato l’utilizzo di dispositivi di babywearing come la fascia elastica o il marsupio.
Questi dispositivi, il cui utilizzo è sempre più crescente, non solo sono di grande supporto nel favorire un corretto sviluppo posturale del bambino ma preservano la postura dei genitori e sono un aiuto fondamentale per la gestione del neonato durante la quotidianità
Curare la plagiocefalia nel neonato: quali sono le opzioni di trattamento?
Trattamenti non invasivi per la testa piatta
Il trattamento della testa piatta nel neonato inizia spesso con approcci non invasivi. Questi possono includere l’incremento del tempo trascorso sulla pancia, l’uso di dispositivi di babywearing e la variazione delle posizioni durante il giorno.
È anche importante monitorare la forma della testa e consultare un osteopata pediatrico per valutarne la gravità.
In molti casi, un intervento tempestivo e la modifica delle abitudini quotidiane possono portare a un miglioramento significativo della forma della testa del bambino in breve tempo. I genitori dovrebbero essere pazienti e costanti nell’applicazione di queste strategie; la plastica cranica dei neonati è flessibile e, con l’approccio giusto, è possibile osservare un cambiamento positivo anche in poche settimane, nei casi meno accentuati.
Infine, è fondamentale organizzare il tempo di gioco in modo che il bambino possa esplorare diverse posizioni e stimoli visivi, incoraggiandolo a ruotare la testa in direzioni diverse.
se vuoi conoscere gli esercizi più efficaci per prevenire e curare la testa piatta.
Quando considerare l’uso di un casco cranico
In alcuni casi, se la plagiocefalia persiste nonostante le misure preventive e i trattamenti non invasivi, potrebbe essere necessario considerare l’uso di un casco cranico. Un casco cranico è progettato per esercitare una pressione delicata sulle aree del cranio che devono essere corrette, favorendo una crescita simmetrica.
Tuttavia, l’uso di un casco deve essere valutato caso per caso e discusso con un professionista della salute. Negli ultimi anni, il suo utilizzo è gradualmente diminuiti. È fondamentale che i genitori comprendano che il casco non è una soluzione miracolosa, ma può essere un’opzione efficace se utilizzato correttamente e in combinazione con altre strategie di trattamento.
Il cuscino anti-plagiocefalia è utile?
Sul mercato si stanno diffondendo diversi modelli di cuscini specifici per prevenire la plagiocefalia. Sono bassi, morbidi e con un buco al centro in cui appoggiare la parte posteriore della testa quando il bambino dorme o è sdraiato.
Anche se il loro acquisto può sembrare utile, in realtà sono fortemente sconsigliati dagli specialisti; non solo risultano inefficaci ma addirittura dannosi. Infatti, come riportano le linee guida per la SIDS “l’utilizzo del cuscino è da evitare prima dei 24 mesi di vita” in quanto il suo utilizzo aumenta il rischio di morte in culla del neonato.
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Il ruolo del trattamento osteopatico
Negli ultimi anni, il trattamento osteopatico è emerso come terapia primaria nei casi di plagiocefalia.
Le dolci manipolazioni osteopatiche sono efficaci per migliorare la mobilità del tratto cervicale e delle spalle, risolvendo quelle tensioni che possono portare il bambino a sviluppare posture errate già nelle prime settimane di vita, come mantenere la testa ruotata sempre dallo stesso lato.
Inoltre, rivolgersi ad un osteopata specializzato fornisce ai genitori un ulteriore riferimento per ricevere preziosi indicazioni e consigli riguardo lo sviluppo posturale, motorio e le attività da proporre al bambino a scopo preventivo.
Controlli regolari possono aiutare a identificare eventuali cambiamenti e a intervenire tempestivamente se necessario, garantendo che il neonato riceva le cure adeguate per affrontare la plagiocefalia in modo efficace.